Il computer ad acqua: autonomia energetica

Max Petri 9 maggio 2012 0
Il computer ad acqua: autonomia energetica

La tecnologia fa passi da gigante ogni giorno: basti pensare ai nuovi dispositivi mobile, tablet e super computer tra le nostre mani. I processori e le componentistiche elettroniche processano i dati in maniera sempre più veloce e potente e, forse spesso senza rendercene conto, siamo sempre più dipendenti dall’energia elettrica. Tutti i vantaggi della modernità comportano un consistente dispendio energetico e, per sopperire all’autonomo “fabbisogno giornaliero”, non sempre gli impianti fotovoltaici e l’energie alternative sono sufficienti. Molti apparecchi (compresi i notebook e ipad) senza il cavo di alimentazione dopo qualche ora diventano oggetti inutilizzabili o semplici soprammobili hi-tech.

Nonostante sembri abbastanza complesso e quasi utopistico liberarsi dalla schiavitù energetica, navigando sul web ci si imbatte in interessanti prototipi che un giorno forse diverranno realtà. Uno di questi gioiellini eco-tecnologici è Planbook: un computer portatile in grado di essere ricaricato con un bicchiere pieno d’acqua. Plantbook è stato progettato da due ricercatori (S. Beak e H. Kim) che hanno preso spunto dalle canne di bambù per creare il design di questo potente laptop. Il pc è composto da due dispaly avvolgibili e pieghevoli: uno per il monitor l’altro per la tastiera. Una volta chiuso, il computer assume una forma cilindrica e, quando viene inserito in un bicchiere d’acqua sotto il sole, ricava l’energia elettrica necessaria al suo funzionamento grazie all’elettrolisi. Come accade per la fotosintesi oltre a ricavare l’energia viene liberato ossigeno.

Sono ben visibili anche nello schema qui sopra, i vari processi effettuati dalla eco-macchina. Una volta assorbita l’acqua, scatta l’elettrolisi (processo chimico che permette di dividere le molecole presenti nell’acqua), viene estratto l’idrogeno, prodotta l’energia elettrica ed emesso l’ossigeno. Le batterie di Plantbook sarebbero facilmente ricaricate grazie alla presenza dell’idrogeno e l’emissione in atmosfera di ossigeno. Il ciclo di ricarica verrebbe segnalato come completo attraverso appositi LED inseriti all’interno di una “fogliolina” che fa sembrare il cilindro in una vera e propria canna di bambù hi-tech. L’involucro del notebook è ovviamente progettato in materiali totalmente impermeabili e difficilmente danneggiabili dal contatto con l’acqua.
Un’innovazione tecnologica per ambientalisti ed amanti del non spreco che ci aiuterà a rispettare l’ambiente e risparmiare sulle bollette di casa.

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